NewsMark - spurgo

La pulizia delle fognature o dei pozzi neri è un’operazione assolutamente necessaria. Per mantenere la salubrità del luogo in cui viviamo ma anche in casi emergenziali.

Quando si intasano o l’acqua nera al suo interno sversa è necessario chiamare immediatamente il pronto intervento spurgo. La ditta specializzata interverrà tempestivamente al fine di evitare miasmi e altre forme di disagio che l’intasamento della fossa biologica comporta.

Vediamo insieme cos’è e perché è necessario contattare periodicamente una ditta di spurgo.

Cos’è lo spurgo

Che tu disponga di un pozzo nero o di una fossa settica o sia allacciato alla fognatura, il servizio di spurgo è sempre previsto. Ogni edificio o stabile industriale è infatti dotato di un impianto di scarico che defluisce in un ambiente dedicato o in un serbatoio.

La legge prevede obbligatoriamente che le cosiddette acque nere degli scarichi vengano convogliate per il recupero e lo smaltimento delle stesse. Si tratta di una operazione necessaria per garantire l’igiene e il rispetto dell’ambiente.

Come si svolge l’operazione di spurgo

L’auto spurgo è un’operazione che viene svolta da un camion che funziona con lo stesso principio di una aspirapolvere.

La pompa del vuoto di cui è dotato crea una fortissima pressione che aspira i liquami della fossa e li convoglia in una grande cisterna. Il putridume raccolto viene trasportato in totale sicurezza dalle autocisterne che lo sverserà in aree dedicate allo smaltimento.

Lo spurgo prevede inoltre il lavaggio della fossa con acqua pulita e l’impiego di una sonda idrica lungo le tubazioni. Quest’ultimo intervento è atto ad eliminare eventuali depositi di calcare che possono arrecare danno all’apparato di raccolta.

La cisterna viene poi ripulita con idropulitrice per garantire l’igiene necessaria. Si tratta di una operazione che non può, quindi, essere svolta da chiunque ma solo da ditte specializzate che sono in possesso di tutti i requisiti e degli strumenti giusti.

Perché chiamare una ditta di spurgo

Il servizio di spurgo deve essere svolto periodicamente per rendere più igienico e funzionale il serbatoio di raccolta delle acque reflue.

Solo grazie ad una corretta manutenzione è, infatti, possibile scongiurare un riempimento completo dell’apparato con conseguente esondazione delle acque nere. Il rischio è quello di arrecare danni gravi sia all’ambiente circostante che alla salute di persone ed animali.

Se la tua abitazione o stabilimento è dotato di pozzo nero o fossa biologica lo spurgo e la pulizia professionale devono essere annuali.

Diversamente, è necessario contattare una ditta specializzata ogni volta che si avverte in giardino un cattivo odore. Se l’odore non risale dalle tubature i liquami si sono probabilmente sversati nel terreno. A questo punto è obbligatorio chiedere un immediato intervento di spurgo e pulizia.

Chi possiede un pozzo nero, inoltre, deve stare molto attento agli apparati di ispezione che controllano a che punto è il livello dei liquami. Questi dispositivi evitano che si superi la soglia massima provocando problemi come gli sversamenti.

Prima che ciò avvenga è bene contattare lo spurgo per effettuare una pulizia professionale. Bisogna, quindi, fare particolare attenzione ai livelli e continuare ad effettuare una manutenzione costante della fossa.

NewsMark - faretti

Sei mai entrato in una casa che appare bellissima, molto grande e ariosa, ma alla quale manca qualcosa? Entrando sembra tutto perfetto ma ti rimane addosso una sensazione di incompleto e non confortevole. C’è qualcosa che manca, ma è difficile capire cosa sia. Te lo diciamo noi: è la luce.

Un ambiente poco illuminato o peggio, illuminato male, può trasformare il posto migliore in una grotta inospitale.

L’illuminazione degli interni di una casa, anche se spesso sottovalutata, è fondamentale per migliorare l’aspetto e la vivibilità di un appartamento. La giusta luce può cambiare radicalmente l’aspetto di una stanza, rendendola molto più accogliente e calda.

Come scegliere la soluzione giusta

Scegliere la giusta luce per una stanza però non è mai semplice, ci sono tante variabili da valutare. Vediamole insieme:

  • la grandezza della stanza: più una stanza è piccola, più va illuminata. Preferibilmente vanno usate luci di tipo freddo che aiutano a far sembrare l’ambiente più grande. In quel caso, quindi, meglio utilizzare luci tendenti al bianco.
  • Eventuale presenza di finestre o altre fonti di luce esterna: è vero, la luce artificiale può essere di aiuto, ma spesso il troppo stroppia. Se un ambiente può usufruire della luce naturale grazie ad un balcone o ad una finestra, non serve utilizzare troppa illuminazione interna. Potrà bastare un semplice lampadario da utilizzare di sera, quando la luce se ne sarà andata.
  • L’uso a cui quella stanza è destinata. Sembra scontato ma non lo è, a decidere il tipo di illuminazione da utilizzare incide anche la funzione di quell’ambiente. Se per esempio si tratta di una camera da letto, non è consigliato utilizzare una luce troppo forte.

Luci da interno: scegli quella giusta e affidati ad un esperto elettricista

Ma veniamo alla domanda più importante a cui cercheremo di rispondere dandoti qualche consiglio: come scegliere il tipo di illuminazione per una stanza? Quante ce ne sono? Eccoti qualche info in più sulle tipologie di illuminazione più utilizzate:

illuminazione da muro: è perfetta per le zone più frequentate della casa, riesce a rendere un ambiente accogliente senza però risultare invasiva. Questo tipo di luce può essere realizzata utilizzando un applique o lampade piccole a parete. Per un effetto ancora più bello da vedere, potresti utilizzare delle strisce led da piazzare lungo il perimetro della stanza: la sensazione di confort è assicurata. Sarà poi l’elettricista esperto ad indicarti come procedere al meglio.

Illuminazione da tavolo: è una luce da utilizzare per i luoghi transitori come per esempio il corridoio, ma può essere anche utilizzata negli studi o negli angoli lettura del tuo salotto, per darti la possibilità di leggere senza disturbare troppo.

Per realizzare dei piccoli angoli luminosi nel tuo appartamento, puoi utilizzare le classiche lampade da tavolo o quelle in stile lanterna, per un effetto luce soffusa. Se sei appassionato di design e non vuoi nulla di troppo banale, niente paura: ci sono lampade realizzate in ogni dettaglio, come fossero veri e propri complementi d’arredo.

Illuminazione da sospensione: si, parliamo di lui, il classico lampadario. Un accessorio che pare banale ma aiuta tantissimo a dare carattere ad un ambiente. Ad essere importante però non è solo la forma o il design del lampadario o il tipo di luce che utilizza ma anche l’angolazione. Il punto dove viene posto il lampadario è fondamentale per l’aspetto della tua stanza. Ecco, quindi, che entra in gioco, ancora una volta, l’esperienza dell’elettricista.

Se vuoi consigli su come piazzare le luci e il lampadario in casa tua e hai ancora troppi dubbi, ti consigliamo di affidarti ad un elettricista qualificato. Nessuno come lui sa suggerire le soluzioni migliori, tenendo anche conto di come sono posizionate le prese di corrente in casa. Non solo, studierà anche attentamente l’impianto elettrico al fine di creare una illuminazione sostenibile.

Non sai a chi rivolgerti? Basterà una chiamata e il pronto intervento elettricista sarà a casa tua. I tecnici sono disponibili 7 giorni su 7, anche nei festivi!     

 

 

NewsMark - piano cottura

Fuga di gas, come comportarsi

La fuga di gas è uno degli episodi più rischiosi che possono verificarsi in ambito domestico.

Sappiamo bene che le conseguenze potrebbero essere disastrose. L’unico modo per scongiurarle è adottare, sin da subito comportamenti corretti.

Se avverti un odore di gas, mantieni la calma, i comportamenti avventati possono infatti costituire un aggravante. È necessario rimanere lucidi e seguire alcune importanti indicazioni. Vediamo quali.

Cosa fare se sospetti una fuga di gas

La prima cosa da fare se sospetti che in casa tua, o nel tuo ambiente di lavoro, si stia verificando una fuga di gas, è quella di arieggiare immediatamente i locali per disperdere i fumi.

Apri immediatamente le finestre di casa, soprattutto nell’ambiente in cui credi che possa essersi verificata, questo ti servirà a ridurre la presenza di gas in casa.

L’altro gesto da compiere è quello di chiudere tutti i rubinetti del gas presenti in casa ed assicurarsi che i fornelli, ed altri dispositivi che possano produrre scintille, siano spenti completamente.

Per sciogliere ogni dubbio circa la presenza o meno di una perdita, portati subito verso il contatore del gas. A darti un parametro di riferimento circa la falla eventuale sarà il valore iniziale.

Dovrai annotartelo e controllare, dopo aver lasciato trascorrere un po’ di tempo, se si sia verificato o meno un consumo inconsueto di gas.

L’estrema decisione di chiamare i soccorsi va presa nel momento in cui l’odore di gas diventi molto forte. In questo caso va immediatamente contattato il 115 per richiedere l’intervento dei vigili del fuoco.

I soccorritori sono infatti dotati di appositi strumenti atti a rilevare la perdita di gas e potranno mettere in sicurezza la tua abitazione.

Veniamo ora a quello che invece, non bisogna assolutamente fare. È proibito utilizzare una delle seguenti cose:

  • interruttori,
  • accendini,
  • candele.

Quello che infatti va scongiurato categoricamente è la produzione di una scintilla che innescherebbe, inevitabilmente, una esplosione.

Perdita di gas, posso fare qualcosa?

Ti consigliamo di agire in autonomia solo quando la fuga di gas non sia importante e questo è possibile capirlo dall’entità degli effluvi.

Soprattutto, è possibile intervenire direttamente solo se la falla è ravvisabile su una tubatura a vista come quella della cucina. Diversamente, sarà necessario contattare un pronto intervento idraulico.

Ecco cosa puoi fare per cercare di trovare l’origine della perdita:

  • Mescola acqua e sapone e applica la soluzione ottenuta sul tubo e le giunture, grazie ad un pennello. Sembra un metodo strano ma è estremamente efficace, Il punto in cui è presente la fuga di gas inizierà a creare delle bolle di sapone, esattamente come avviene quando le creiamo quando soffiamo.
  • Un altro metodo è quello di procurarsi uno spray cercafughe che può essere acquistato tranquillamente presso un ferramenta. Lo spray è da tenere sempre in casa, per stare più tranquilli: basterà applicarlo sulle tubature e sui giunti. Troverai la falla esattamente come nel primo caso: la lozione stesa si trasformerà in uno strato di pellicola e produrrà delle piccole bolle dove si trova la perdita.

Pronto intervento idraulico, la soluzione alla fuga di gas

Non riesci ad individuare la fuga di gas? Chiama un idraulico esperto e specializzato in perdite di gas. È preferibile contattare un pronto intervento idraulico in modo da intervenire tempestivamente.

Non temere di contattarli anche il sabato, la domenica o in altri giorni festivi. Il pronto intervento è sempre raggiungibile h24 e 7 giorni su 7 ed interverrà in meno di un’ora!

NewsMark finestra

Gli infissi in legno sono la scelta più elegante per la tua casa. La finitura in legno consente di donare un allure speciale alle abitazioni che ne aumenta il prestigio.

Per contro, il legno ha alcuni difetti che richiedono una manutenzione più attenta. La pioggia e l’umidità, infatti, trovano spazio nel rivestimento in legno, nelle porte e nel davanzale della finestra.

Se la manutenzione venisse a mancare questi elementi potrebbero presto marcire, rovinando l’estetica di tutto l’edificio.

Ecco perché è bene prendersi cura dei propri infissi in legno, anche ridipingendoli ove fosse necessario. Vediamo come procedere per farlo.

Ridipingere gli infissi, rimuovere le parti rovinate

Scalpello e pennello saranno i tuoi strumenti per capire se esistono parti danneggiate e rimuoverle. Il materiale marcio va infatti eliminato.

Con lo scalpello andranno raschiate le parti rovinate per far emergere le parti sane. Successivamente, userai il pennello per pulire le macerie.

Le parti rimosse andranno “sostituite” con un riempitivo per legno che andrà correttamente applicato e ti occorrerà di nuovo il pennello per rispolverare eventuali detriti.

Prima andrà applicato un consolidante epossidico per legno per coprire i fori che hai praticato. Dopo 5 – 10 minuti l’infisso avrà assorbito la resina e si potrà procedere all’applicazione del secondo strato.

Preparare e dipingere il telaio

Al fine di procedere alla ritinteggiatura degli infissi in legno è bene carteggiare con una carta vetrata a grana grossa, anche al fine di livellare la resina epossidica indurita.

Solo dopo, potrai usare una carta vetrata a grana fine per creare una superficie più liscia, da pulire con un panno.

Nella scelta della vernice è bene affidarsi ad un esperto fabbro che possa suggerire la migliore pittura esterna per il telaio.

Sarà proprio la vernice esterna, infatti, a proteggere il legno e lo stucco dagli agenti esterni. Prima di iniziare a dipingere, applica il nastro carta intorno al telaio per non macchiare il vetro. Ora puoi iniziare a pitturare la cornice assicurandoti di avere le setole ben pulite.

Attenzione alla scelta del colore! Se è vero che si può cambiare il colore degli infissi è vero anche che chi vive in un contesto condominiale ha dei limiti da rispettare. Prima di qualsiasi intervento, infatti, è necessario consultare il regolamento di condominio in vigore.

Il colore degli infissi, infatti, è definito dalla maggioranza dei condomini al fine di mantenere un’estetica coerente. La stessa cosa vale per facciate e persiane.

Si tratta di un aspetto non da poco, se si considera che, in caso di verniciatura non conforme al regolamento, un giudice potrebbe disporre lo smantellamento degli infissi.

Nel dubbio, affidati ad un esperto

I professionisti per la riparazione degli infissi sono i fabbri. Questa figura professionale cura tutte le parti dei serramenti, dalle cerniere alle maniglie. Si occupa della manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi mantenendoli sempre come nuovi.

Puoi rivolgerti ad un fabbro esperto o ad un pronto intervento fabbro, disponibile h24 e 7 giorni su 7, per compiere tutte le azioni che ti abbiamo descritto in questo articolo. Avrai così un lavoro realizzato ad opera d’arte senza rischiare danni da fai da te!

Installazione inferriate, limiti ed opportunità

Le inferriate sono, senza dubbio, uno dei modi più sicuri per garantire l’inaccessibilità della proprietà privata.

Attraverso questi utilissimi elementi in ferro è possibile, infatti, rafforzare la barriera che porte e finestre offrono verso l’esterno.

È possibile scegliere il modello fisso oppure apribile. Nel primo caso parliamo di grate inamovibili che non permettono l’affaccio alla finestra. Nel secondo caso, invece, vengono realizzate vere e proprie finestre apribili con chiavi, che permettono di affacciarsi o di uscire.

Il fabbro specializzato è in grado di offrire una consulenza in tal senso e di realizzarle ed installarle facilmente e in tempi brevi. L’installazione delle inferriate offre diverse opportunità ma anche qualche limite.

Inferriate in condominio, le limitazioni

All’interno di un condominio è facile trovare, ai piani più bassi, finestre e balconi dotati di inferriate. La richiesta del condomino nasce infatti dall’esigenza di tutelare un’abitazione ritenuta facilmente accessibile.

L’approvazione degli altri condomini è essenziale per poter effettuare l’installazione di una grata, diversamente essi potranno ritenere la costruzione illegittima o lesiva del decoro architettonico.

Il regolamento condominiale, infatti, nasce per sancire alcune regole fondamentali. Può contenere norme che intendano proprio tutelare il decoro architettonico del palazzo che, in questo senso, limitano la libertà di scelta degli abitanti del singolo appartamento.

Pensiamo ad esempio all’installazione di un particolare tipo di intonaco esterno o al montaggio di una tenda da sole. Si tratta di una serie di interventi che devono tenere conto del gusto del palazzo e anche del gusto degli altri condomini.

Le clausole vietano genericamente queste opere ed altre che possano modificare la struttura esterna dell’edificio, ma non impediscono a priori l’installazione di inferriate.

Queste, infatti, potranno essere montate da un esperto fabbro solo se compatibili con l’assetto estetico del condominio.

Quando le inferriate sono vietate

Diverso è il caso in cui norme di natura contrattuale, come quelle del regolamento del costruttore accettate da tutti i condomini, vietino espressamente l’installazione di grate.

In questo caso il condomino non potrà derogare alla regola e dovrà scordarsi le sue belle grate. Nel regolamento potrebbero però esserci anche solo delle limitazioni

  • conservazione degli elementi attinenti alla simmetria,
  • conservazione dell’estetica,
  • conservazione dell’aspetto generale.

Questa eventualità impone al condomino di consultare un fabbro che possa realizzare le inferriate secondo le indicazioni e i limiti posti dal regolamento. Allo stesso modo, se approvate da tutti, non si possono discutere le clausole che subordinano il montaggio delle inferriate al consenso dell’assemblea.

Ciò vuol dire che, se le regole lo prevedono, l’installazione della grata può essere vietata se l’Assemblea dei condomini non esprime parare positivo.

Cosa dice la legge?

Ciò premesso, va detto che la giurisprudenza tende a considerare queste clausole “recessive” rispetto al predominante diritto alla sicurezza.

In ogni caso, ai sensi dell’art. 1122 c.c., il condomino deve sempre astenersi dalla realizzazione di opere lesive del decoro, della sicurezza e della stabilità dell’edificio. È inoltre obbligato a comunicarne la realizzazione all’amministratore che dovrà, poi, riferire all’assemblea.

Attenzione, infatti a non incorrere poi in richieste di rimozione. Se le inferriate vengono realizzate senza sentire l’amministratore e, di conseguenza, gli altri condomini, l’effetto sarà quello di ricevere una richiesta di rimozione coatta con relativi costi a carico.

In questo caso è bene attivarsi subito, contattando un pronto intervento fabbro disponibile 24h su 24 e 7 giorni su 7, anche nei festivi!

Newsmark - doccia

Doccia nuova: quale scegliere? Ecco qualche consiglio!

È da tanto che ci stai pensando, ma non hai mai avuto il coraggio di farlo: il tuo bagno va assolutamente cambiato. È troppo tempo che abiti in quella casa e ormai i sanitari sembrano essere provati dal tempo. Magari la vasca ha perso un po’ di smalto, o semplicemente ti sei stanco di vederla.

Se stai pensando di passare alla doccia, ti diamo qualche dritta per fare la scelta giusta!

Cambiare il bagno di casa: i fattori da valutare

Cambiare il proprio bagno in realtà è un’operazione lunga e abbastanza complicata. Ci sono tantissime valutazioni da fare e variabili di cui tener conto, come per esempio:

  • Posizione dei tubi: in base a dove sono i tubi si devono posizionare ovviamente i sanitari, quindi cambiare la disposizione del bagno risulterà più complicato del previsto. Se però hai intenzione di rivoluzionare completamente la disposizione, è meglio che ti rivolgi ad un idraulico esperto, che sicuramente saprà consigliarti la soluzione migliore senza fare danni.
  • Spazio: si, avere un bagno enorme è il sogno di molti. C’è chi vorrebbe una Spa personale dove andare a rifugiarsi quando la vita di tutti i giorni diventa troppo pesante, ma non tutti possono permetterselo: in alcune abitazioni lo spazio dedicato al bagno è davvero piccolo, quindi, bisogna accontentarsi.

Scegliere la doccia giusta, sentiamo un idraulico

Un modo per ottimizzare gli spazi è sicuramente quello di optare per l’installazione della doccia: pratica, veloce e non troppo voluminosa.  Il termine doccia, però, è troppo generico: se non sei tanto entusiasta di installare una doccia perché temi che sia una scelta troppo banale che potrebbe peggiorare l’aspetto del tuo bagno, non temere. Con il tempo, il concetto di doccia si è evoluto, fino a differenziarsi da quello basico fatto semplicemente di un piatto e di un rubinetto. Oggi le docce sono oggetti di design capaci di donare stile e allo stesso tempo praticità ad un ambiente piccolo. Ecco qualche esempio:

  1. Piatto doccia filo pavimento: una scelta elegante e pratica. Questa soluzione è inoltre la più indicata se in casa ci sono persone anziane o a mobilità ridotta: nessun gradino potrà impedire loro di godersi una doccia rigenerante. Un consiglio: per evitare un gocciolio troppo forte che bagni anche l’area intorno alla doccia, valuta bene la pendenza del pavimento. Per evitare errori grossolani, è sempre meglio rivolgersi a un idraulico professionista.
  2. Doccia con tenda: una soluzione che può sembrare un po’ spartana ma è perfetta soprattutto per chi ha un bagno molto piccolo: se non hai lo spazio per piazzare intorno alla tua doccia una cabina in vetro o in plexiglass, la tenda è la soluzione migliore. Se prima si utilizzavano tende in plastica dallo stile spesso un po’ kitch, ora ne esistono di materiali più leggeri e impermeabili disponibili in ogni fantasia, per dare al tuo bagno un tocco di stile.
  3. Doccia spa: lo abbiamo detto all’inizio, avere una spa è il sogno di molti. La tecnologia odierna ci permette finalmente di realizzarlo dando la possibilità di installare docce comprensive di trattamenti sauna e giochi di luce. Per poterle installare devono però sussistere determinate condizioni di spazio e disposizione.

Se leggere questo articolo ti ha convinto e vuoi davvero cambiare il bagno ma non sai quale doccia sia adatta al tuo appartamento, affidati agli esperti. Con la consulenza di idraulico professionista avrai la possibilità di farti guidare nella scelta. Un tecnico farà un sopralluogo a casa tua e valuterà la fattibilità delle diverse opzioni. Basta una telefonata!

NewsMark - termosifone

Riscaldamento autonomo o centralizzato

Per stare bene in casa con qualsiasi temperatura fuori, il riscaldamento deve essere ottimale ed assicurare una temperatura gradevole.

La spesa annuale per questo tipo di comfort è una delle più pesanti nel budget familiare, soprattutto nelle zone più fredde. Per questo scegliere con attenzione il tipo di impianto è fondamentale.

Affidiamoci ad un idraulico esperto che ci illustrerà i due sistemi di riscaldamento per un appartamento: centralizzato o autonomo. Vediamone differenze e vantaggi così da poterci orientare bene nella scelta di quello più adatto alle nostre esigenze.

La differenza tra impianto di riscaldamento autonomo e centralizzato

Come è intuibile dal nome l’impianto autonomo è costituito da una sola caldaia collegata ad una rete di distribuzione che serve una sola abitazione.

Diversamente, l’impianto centralizzato ha una caldaia in comune con tutti gli appartamenti che si trovano nello stesso condominio.

La prima tipologia di impianto è ad uso privato ed è gestito, quindi, in maniera assolutamente indipendente da chi vive in quella casa. Si potrà optare per una caldaia a metano o a GPL ma anche per riscaldamenti connessi a caminetti o stufe a legna e pellet.

Nell’impianto centralizzato, invece, troviamo una caldaia di dimensioni maggiori, proprio perché deve far fronte ad una maggiore richiesta di energia. Questa viene messa in collegamento con le singole abitazioni attraverso un sistema di tubazioni.

Vantaggi e svantaggi

Il vantaggio principale del riscaldamento autonomo è la possibilità di regolare la temperatura in base alle proprie esigenze.

Ogni appartamento sarà infatti dotato di un pannello di controllo dei termosifoni, in cui potrà digitare i gradi desiderati, un timer per farli partire, spegnerli o accenderli. Poter gestire tutti gli aspetti del proprio impianto è una comodità non da poco.

L’impianto autonomo, però, è più vantaggioso se serve un’unica unità abitativa o piccoli edifici. Al contrario, il riscaldamento centralizzato apparirà come la soluzione più conveniente: consuma meno combustibile e risulterà più sostenibile anche il costo legato alla manutenzione.

Tra l’altro la legge vieta l’installazione degli impianti autonomi in immobili di nuova costruzione con più di quattro abitazioni.

Se vuoi sapere quanto ti convenga passare al centralizzato, possiamo dirti che il vantaggio maggiore è il rendimento. La caldaia unica è meno potente della somma di tutte le caldaie dei diversi appartamenti, questo permette un consumo del metano minore ma anche una efficienza energetica superiore.

Di contro, lo svantaggio principale è la perdita di autonomia che va di pari passo con il mancato controllo della propria spesa del gas che non è tarata sui singoli consumi. Questo aspetto può comunque essere contenuto attraverso l’installazione delle valvole.

La valvola consente di modulare il calore direttamente dal termosifone, stanza per stanza e a seconda delle diverse esigenze. I ripartitori poi registreranno la propria quota di consumi, fornendo un’idea chiara dei costi da sostenere.

Si può passare da un impianto centralizzato ad uno autonomo?

È possibile staccarsi da un impianto centralizzato solo contattando un idraulico abilitato che avrà il compito di fare un sopralluogo all’impianto. È in base a questa analisi che sarà possibile determinare se il distacco è fattibile.

Va, infatti, considerato che oltre al proprio contatore il condomino dovrà anche dotarsi di una propria canna fumaria. In ogni caso, il distacco è possibile solo se l’operazione non comporta scompensi al sistema di riscaldamento complessivo o una spesa troppo onerosa per il condominio.

NewsMark - condizionatore

Quando l’estate si avvicina il pensiero che comincia ad attanagliarci è il caldo asfissiante che potremmo soffrire in casa.

Il condizionatore fisso è la soluzione migliore per assicurarsi un’estate all’insegna del fresco e del piacere di stare in casa. Ma come si installa un condizionatore fisso e quanto costerà?

Vediamo nel dettaglio tutti questi aspetti.

Predisposizione del condizionatore

La predisposizione per l’aria condizionata prevede, di norma, l’installazione sottotraccia delle tubazioni di mandata e ritorno tra motore ed i vari splits e lo scarico condensa, anch’esso sottotraccia.

Il gas refrigerante al quale dobbiamo la freschezza del nostro appartamento verrà immesso in fase di montaggio e sarà necessario anche collegare i cavi elettrici.

Nella predisposizione dovrà essere considerata la scatola a parete per ciascuno splits. In questa box arriverà la coppia di tubi mandata-aspirazione, il corrugato dell’energia elettrica e lo scarico condensa sifonato.

La complessità dell’impianto richiede senza dubbio il ricorso ad un idraulico esperto e certificato che calcoli le zone di influenza, il numero e il posizionamento dei punti presa interni per gli split, che determini la loro potenza e le dimensioni delle tubazioni di collegamento. Tutto questo sarà necessario al fine di garantire una distribuzione dell’aria fresca che sia omogenea.

Fondamentale è poi l’allocazione della macchina esterna: la sua predisposizione prevede che sia riparato dagli agenti atmosferici. Non solo va protetta da pioggia e vento ma anche dall’eccessiva esposizione al sole.

Ciò detto è buona norma, e l’idraulico esperto non mancherà di sottolinearlo, che sia posto in modo da rendere agevole la manutenzione e che sia sufficientemente aerato.

È dall’esterno, infatti, che dovrà essere fatta partire una tubazione di scarico della condensa prodotta dalla macchina e dovuta allo scambio dell’aria fredda-calda del radiatore.

In alternativa, si potrà optare per i nebulizzatori che vengono installati sulla macchina esterna e che vaporizzano la condensa.

Il costo dell’installazione

Prima di effettuare ogni installazione è necessario e fondamentale effettuare un sopralluogo iniziale dell’idraulico che verifica proprio le condizioni della predisposizione necessaria.

Sarà sempre lui a preventivare gli allacciamenti necessari per poi procedere all’installazione. Seppure i costi siano variabili, si può dire che in linea di massima un idraulico installatore qualificato impiegherà 3-4 ore di lavoro, con un costo che si aggira intorno ai 200-300 euro.

Questo preventivo potrà lievitare in caso di climatizzatori dualsplit e trialsplit con predisposizione già esistente. La predisposizione, infatti, incide sul prezzo complessivo di circa 200,00 €.

Installazione fai da te o da centro specializzato

Esistono, poi, altre due opzioni che si possono prendere in considerazione:

  • L’installazione con kit fai da te
  • Il ricorso al centro specializzato.

Nel primo caso dovrai acquistare il kit di installazione, che varia dai 30 ai 60 euro, e che contiene tubi flessibili in rame, attacchi universali, cavi elettrici multipolari, staffe e piastre di fissaggio degli split con le necessarie istruzioni.

Nel secondo caso, invece, ogni fase e ogni intervento sarà gestito da un centro specializzato che si occupa della vendita e dell’installazione dei climatizzatori.

Si tratta della cosiddetta formula tutto incluso che ti permetterà di risparmiare sul prezzo e di avere costi chiari da sostenere.

All’interno del centro è inoltre garantita l’assistenza in fase di installazione e in caso di successivi interventi. Per questa opzione è necessario mettere in cantiere più di 1.000 €, che possono arrivare anche a 2. 000 per un climatizzatore senza unità esterna.