NewsMark - spurgo

La pulizia delle fognature o dei pozzi neri è un’operazione assolutamente necessaria. Per mantenere la salubrità del luogo in cui viviamo ma anche in casi emergenziali.

Quando si intasano o l’acqua nera al suo interno sversa è necessario chiamare immediatamente il pronto intervento spurgo. La ditta specializzata interverrà tempestivamente al fine di evitare miasmi e altre forme di disagio che l’intasamento della fossa biologica comporta.

Vediamo insieme cos’è e perché è necessario contattare periodicamente una ditta di spurgo.

Cos’è lo spurgo

Che tu disponga di un pozzo nero o di una fossa settica o sia allacciato alla fognatura, il servizio di spurgo è sempre previsto. Ogni edificio o stabile industriale è infatti dotato di un impianto di scarico che defluisce in un ambiente dedicato o in un serbatoio.

La legge prevede obbligatoriamente che le cosiddette acque nere degli scarichi vengano convogliate per il recupero e lo smaltimento delle stesse. Si tratta di una operazione necessaria per garantire l’igiene e il rispetto dell’ambiente.

Come si svolge l’operazione di spurgo

L’auto spurgo è un’operazione che viene svolta da un camion che funziona con lo stesso principio di una aspirapolvere.

La pompa del vuoto di cui è dotato crea una fortissima pressione che aspira i liquami della fossa e li convoglia in una grande cisterna. Il putridume raccolto viene trasportato in totale sicurezza dalle autocisterne che lo sverserà in aree dedicate allo smaltimento.

Lo spurgo prevede inoltre il lavaggio della fossa con acqua pulita e l’impiego di una sonda idrica lungo le tubazioni. Quest’ultimo intervento è atto ad eliminare eventuali depositi di calcare che possono arrecare danno all’apparato di raccolta.

La cisterna viene poi ripulita con idropulitrice per garantire l’igiene necessaria. Si tratta di una operazione che non può, quindi, essere svolta da chiunque ma solo da ditte specializzate che sono in possesso di tutti i requisiti e degli strumenti giusti.

Perché chiamare una ditta di spurgo

Il servizio di spurgo deve essere svolto periodicamente per rendere più igienico e funzionale il serbatoio di raccolta delle acque reflue.

Solo grazie ad una corretta manutenzione è, infatti, possibile scongiurare un riempimento completo dell’apparato con conseguente esondazione delle acque nere. Il rischio è quello di arrecare danni gravi sia all’ambiente circostante che alla salute di persone ed animali.

Se la tua abitazione o stabilimento è dotato di pozzo nero o fossa biologica lo spurgo e la pulizia professionale devono essere annuali.

Diversamente, è necessario contattare una ditta specializzata ogni volta che si avverte in giardino un cattivo odore. Se l’odore non risale dalle tubature i liquami si sono probabilmente sversati nel terreno. A questo punto è obbligatorio chiedere un immediato intervento di spurgo e pulizia.

Chi possiede un pozzo nero, inoltre, deve stare molto attento agli apparati di ispezione che controllano a che punto è il livello dei liquami. Questi dispositivi evitano che si superi la soglia massima provocando problemi come gli sversamenti.

Prima che ciò avvenga è bene contattare lo spurgo per effettuare una pulizia professionale. Bisogna, quindi, fare particolare attenzione ai livelli e continuare ad effettuare una manutenzione costante della fossa.

NewsMark - faretti

Sei mai entrato in una casa che appare bellissima, molto grande e ariosa, ma alla quale manca qualcosa? Entrando sembra tutto perfetto ma ti rimane addosso una sensazione di incompleto e non confortevole. C’è qualcosa che manca, ma è difficile capire cosa sia. Te lo diciamo noi: è la luce.

Un ambiente poco illuminato o peggio, illuminato male, può trasformare il posto migliore in una grotta inospitale.

L’illuminazione degli interni di una casa, anche se spesso sottovalutata, è fondamentale per migliorare l’aspetto e la vivibilità di un appartamento. La giusta luce può cambiare radicalmente l’aspetto di una stanza, rendendola molto più accogliente e calda.

Come scegliere la soluzione giusta

Scegliere la giusta luce per una stanza però non è mai semplice, ci sono tante variabili da valutare. Vediamole insieme:

  • la grandezza della stanza: più una stanza è piccola, più va illuminata. Preferibilmente vanno usate luci di tipo freddo che aiutano a far sembrare l’ambiente più grande. In quel caso, quindi, meglio utilizzare luci tendenti al bianco.
  • Eventuale presenza di finestre o altre fonti di luce esterna: è vero, la luce artificiale può essere di aiuto, ma spesso il troppo stroppia. Se un ambiente può usufruire della luce naturale grazie ad un balcone o ad una finestra, non serve utilizzare troppa illuminazione interna. Potrà bastare un semplice lampadario da utilizzare di sera, quando la luce se ne sarà andata.
  • L’uso a cui quella stanza è destinata. Sembra scontato ma non lo è, a decidere il tipo di illuminazione da utilizzare incide anche la funzione di quell’ambiente. Se per esempio si tratta di una camera da letto, non è consigliato utilizzare una luce troppo forte.

Luci da interno: scegli quella giusta e affidati ad un esperto elettricista

Ma veniamo alla domanda più importante a cui cercheremo di rispondere dandoti qualche consiglio: come scegliere il tipo di illuminazione per una stanza? Quante ce ne sono? Eccoti qualche info in più sulle tipologie di illuminazione più utilizzate:

illuminazione da muro: è perfetta per le zone più frequentate della casa, riesce a rendere un ambiente accogliente senza però risultare invasiva. Questo tipo di luce può essere realizzata utilizzando un applique o lampade piccole a parete. Per un effetto ancora più bello da vedere, potresti utilizzare delle strisce led da piazzare lungo il perimetro della stanza: la sensazione di confort è assicurata. Sarà poi l’elettricista esperto ad indicarti come procedere al meglio.

Illuminazione da tavolo: è una luce da utilizzare per i luoghi transitori come per esempio il corridoio, ma può essere anche utilizzata negli studi o negli angoli lettura del tuo salotto, per darti la possibilità di leggere senza disturbare troppo.

Per realizzare dei piccoli angoli luminosi nel tuo appartamento, puoi utilizzare le classiche lampade da tavolo o quelle in stile lanterna, per un effetto luce soffusa. Se sei appassionato di design e non vuoi nulla di troppo banale, niente paura: ci sono lampade realizzate in ogni dettaglio, come fossero veri e propri complementi d’arredo.

Illuminazione da sospensione: si, parliamo di lui, il classico lampadario. Un accessorio che pare banale ma aiuta tantissimo a dare carattere ad un ambiente. Ad essere importante però non è solo la forma o il design del lampadario o il tipo di luce che utilizza ma anche l’angolazione. Il punto dove viene posto il lampadario è fondamentale per l’aspetto della tua stanza. Ecco, quindi, che entra in gioco, ancora una volta, l’esperienza dell’elettricista.

Se vuoi consigli su come piazzare le luci e il lampadario in casa tua e hai ancora troppi dubbi, ti consigliamo di affidarti ad un elettricista qualificato. Nessuno come lui sa suggerire le soluzioni migliori, tenendo anche conto di come sono posizionate le prese di corrente in casa. Non solo, studierà anche attentamente l’impianto elettrico al fine di creare una illuminazione sostenibile.

Non sai a chi rivolgerti? Basterà una chiamata e il pronto intervento elettricista sarà a casa tua. I tecnici sono disponibili 7 giorni su 7, anche nei festivi!     

 

 

NewsMark - piano cottura

Fuga di gas, come comportarsi

La fuga di gas è uno degli episodi più rischiosi che possono verificarsi in ambito domestico.

Sappiamo bene che le conseguenze potrebbero essere disastrose. L’unico modo per scongiurarle è adottare, sin da subito comportamenti corretti.

Se avverti un odore di gas, mantieni la calma, i comportamenti avventati possono infatti costituire un aggravante. È necessario rimanere lucidi e seguire alcune importanti indicazioni. Vediamo quali.

Cosa fare se sospetti una fuga di gas

La prima cosa da fare se sospetti che in casa tua, o nel tuo ambiente di lavoro, si stia verificando una fuga di gas, è quella di arieggiare immediatamente i locali per disperdere i fumi.

Apri immediatamente le finestre di casa, soprattutto nell’ambiente in cui credi che possa essersi verificata, questo ti servirà a ridurre la presenza di gas in casa.

L’altro gesto da compiere è quello di chiudere tutti i rubinetti del gas presenti in casa ed assicurarsi che i fornelli, ed altri dispositivi che possano produrre scintille, siano spenti completamente.

Per sciogliere ogni dubbio circa la presenza o meno di una perdita, portati subito verso il contatore del gas. A darti un parametro di riferimento circa la falla eventuale sarà il valore iniziale.

Dovrai annotartelo e controllare, dopo aver lasciato trascorrere un po’ di tempo, se si sia verificato o meno un consumo inconsueto di gas.

L’estrema decisione di chiamare i soccorsi va presa nel momento in cui l’odore di gas diventi molto forte. In questo caso va immediatamente contattato il 115 per richiedere l’intervento dei vigili del fuoco.

I soccorritori sono infatti dotati di appositi strumenti atti a rilevare la perdita di gas e potranno mettere in sicurezza la tua abitazione.

Veniamo ora a quello che invece, non bisogna assolutamente fare. È proibito utilizzare una delle seguenti cose:

  • interruttori,
  • accendini,
  • candele.

Quello che infatti va scongiurato categoricamente è la produzione di una scintilla che innescherebbe, inevitabilmente, una esplosione.

Perdita di gas, posso fare qualcosa?

Ti consigliamo di agire in autonomia solo quando la fuga di gas non sia importante e questo è possibile capirlo dall’entità degli effluvi.

Soprattutto, è possibile intervenire direttamente solo se la falla è ravvisabile su una tubatura a vista come quella della cucina. Diversamente, sarà necessario contattare un pronto intervento idraulico.

Ecco cosa puoi fare per cercare di trovare l’origine della perdita:

  • Mescola acqua e sapone e applica la soluzione ottenuta sul tubo e le giunture, grazie ad un pennello. Sembra un metodo strano ma è estremamente efficace, Il punto in cui è presente la fuga di gas inizierà a creare delle bolle di sapone, esattamente come avviene quando le creiamo quando soffiamo.
  • Un altro metodo è quello di procurarsi uno spray cercafughe che può essere acquistato tranquillamente presso un ferramenta. Lo spray è da tenere sempre in casa, per stare più tranquilli: basterà applicarlo sulle tubature e sui giunti. Troverai la falla esattamente come nel primo caso: la lozione stesa si trasformerà in uno strato di pellicola e produrrà delle piccole bolle dove si trova la perdita.

Pronto intervento idraulico, la soluzione alla fuga di gas

Non riesci ad individuare la fuga di gas? Chiama un idraulico esperto e specializzato in perdite di gas. È preferibile contattare un pronto intervento idraulico in modo da intervenire tempestivamente.

Non temere di contattarli anche il sabato, la domenica o in altri giorni festivi. Il pronto intervento è sempre raggiungibile h24 e 7 giorni su 7 ed interverrà in meno di un’ora!

NewsMark - termosifone

Riscaldamento autonomo o centralizzato

Per stare bene in casa con qualsiasi temperatura fuori, il riscaldamento deve essere ottimale ed assicurare una temperatura gradevole.

La spesa annuale per questo tipo di comfort è una delle più pesanti nel budget familiare, soprattutto nelle zone più fredde. Per questo scegliere con attenzione il tipo di impianto è fondamentale.

Affidiamoci ad un idraulico esperto che ci illustrerà i due sistemi di riscaldamento per un appartamento: centralizzato o autonomo. Vediamone differenze e vantaggi così da poterci orientare bene nella scelta di quello più adatto alle nostre esigenze.

La differenza tra impianto di riscaldamento autonomo e centralizzato

Come è intuibile dal nome l’impianto autonomo è costituito da una sola caldaia collegata ad una rete di distribuzione che serve una sola abitazione.

Diversamente, l’impianto centralizzato ha una caldaia in comune con tutti gli appartamenti che si trovano nello stesso condominio.

La prima tipologia di impianto è ad uso privato ed è gestito, quindi, in maniera assolutamente indipendente da chi vive in quella casa. Si potrà optare per una caldaia a metano o a GPL ma anche per riscaldamenti connessi a caminetti o stufe a legna e pellet.

Nell’impianto centralizzato, invece, troviamo una caldaia di dimensioni maggiori, proprio perché deve far fronte ad una maggiore richiesta di energia. Questa viene messa in collegamento con le singole abitazioni attraverso un sistema di tubazioni.

Vantaggi e svantaggi

Il vantaggio principale del riscaldamento autonomo è la possibilità di regolare la temperatura in base alle proprie esigenze.

Ogni appartamento sarà infatti dotato di un pannello di controllo dei termosifoni, in cui potrà digitare i gradi desiderati, un timer per farli partire, spegnerli o accenderli. Poter gestire tutti gli aspetti del proprio impianto è una comodità non da poco.

L’impianto autonomo, però, è più vantaggioso se serve un’unica unità abitativa o piccoli edifici. Al contrario, il riscaldamento centralizzato apparirà come la soluzione più conveniente: consuma meno combustibile e risulterà più sostenibile anche il costo legato alla manutenzione.

Tra l’altro la legge vieta l’installazione degli impianti autonomi in immobili di nuova costruzione con più di quattro abitazioni.

Se vuoi sapere quanto ti convenga passare al centralizzato, possiamo dirti che il vantaggio maggiore è il rendimento. La caldaia unica è meno potente della somma di tutte le caldaie dei diversi appartamenti, questo permette un consumo del metano minore ma anche una efficienza energetica superiore.

Di contro, lo svantaggio principale è la perdita di autonomia che va di pari passo con il mancato controllo della propria spesa del gas che non è tarata sui singoli consumi. Questo aspetto può comunque essere contenuto attraverso l’installazione delle valvole.

La valvola consente di modulare il calore direttamente dal termosifone, stanza per stanza e a seconda delle diverse esigenze. I ripartitori poi registreranno la propria quota di consumi, fornendo un’idea chiara dei costi da sostenere.

Si può passare da un impianto centralizzato ad uno autonomo?

È possibile staccarsi da un impianto centralizzato solo contattando un idraulico abilitato che avrà il compito di fare un sopralluogo all’impianto. È in base a questa analisi che sarà possibile determinare se il distacco è fattibile.

Va, infatti, considerato che oltre al proprio contatore il condomino dovrà anche dotarsi di una propria canna fumaria. In ogni caso, il distacco è possibile solo se l’operazione non comporta scompensi al sistema di riscaldamento complessivo o una spesa troppo onerosa per il condominio.

NewsMark - deumidificatore

“Il problema non è il caldo, il problema è l’umidità”. Se sei del sud, avrai sentito un milione di volte questa frase. È sempre lì, immancabile al primo accenno di caldo estivo.

Talmente diffusa da essere diventata quasi una leggenda metropolitana, questa frase nasconde però un fondo di verità scientifica: il caldo secco è sicuramente più tollerabile, ad aumentare la temperatura percepita è sicuramente l’umidità.Q

In estate, quindi, il climatizzatore non basta. Perché? Te lo spiego subito: anche se credi sia così, raffreddare l’aria all’interno non ti salverà dall’afa.

Anche se con un impianto di climatizzazione funzionante l’aria di casa tua risulterà più fredda, l’umidità verrà solamente spostata più in alto e non eliminata. Se vuoi una prova della presenza di umidità nel tuo appartamento, basta togliere una bottiglietta dal frigo e lasciarla fuori per qualche minuto: se osservandola, noti che sulla bottiglia cii sono delle goccioline d’acqua, allora ho una brutta notizia per te: casa tua è umida.

Deumidificatore, cos’è

Come rimediare? Semplice, per eliminare l’umidità da casa tua basterà installare un sistema di deumidificazione: di cosa parliamo? Il sistema di deumidificazione è un apparecchio che permette il riciclo dell’aria. 

Attraverso un tubo, l’aria viene prelevata dall’ambiente e ripulita da tutta l’umidità presente per poi essere espulsa sotto forma di aria più secca e meno umida. Non solo, il deumidificatore è in grado anche di purificare l’aria da particelle ed agenti esterni, quindi è utilissimo per chi vuole respirare aria più pulita.

Come funziona un deumidificatore

Vediamo insieme come funziona un deumidificare e quali sono i suoi componenti più nel dettaglio:

  • presa d’aria esterna: preleva l’aria e la introduce nella macchina
  • canalizzazione: trasporta l’aria prelevata al deumidificatore: il compito del deumidificatore è quello di abbassare la temperatura dell’aria prelevata prima di espellerla, in modo che il processo di condensazione (quello che fa formare le goccioline intorno alla bottiglietta d’acqua) avvenga direttamente all’interno della macchina.

Successivamente, le condotte trasportano l’aria ricca di ossigeno e priva di umidità, quindi finalmente fresca, lungo tutte le aree della casa.

Se cerchi un modo per rendere l’aria di casa tua più respirabile e meno inquinata, il deumidificatore è la scelta perfetta per te. Quest’apparecchio permette il riciclo continuo dell’aria, facendo in modo che questa non ristagni. In questo modo, a casa tua non ci sarà mai la sensazione di chiuso e afa.

Pulire l’aria con un deumidificatore ti darà la possibilità di beneficiare degli stessi vantaggi di un condizionatore (ricambio dell’aria continuo) senza però subire le conseguenze tipiche dell’utilizzo di un semplice climatizzatore: niente più raffreddamenti e bruschi sbalzi di temperatura.

Scegli quello giusto con il pronto intervento elettricista

Se leggere questo articolo ti ha convinto a comprare un deumidificatore, non ti resta che trovare quello giusto per le tue esigenze: per una scelta senza errori, il nostro consiglio è quello di rivolgerti ad un idraulico o un elettricista esperto che dopo un’attenta valutazione, saprà consigliarti il sistema perfetto per te.

Non sai a chi rivolgerti? Prova con il pronto intervento idraulico: i tecnici sono disponibili h 24, 7 giorni su 7 e per contattarli basta una telefonata.

NewsMark - condizionatore

Quando l’estate si avvicina il pensiero che comincia ad attanagliarci è il caldo asfissiante che potremmo soffrire in casa.

Il condizionatore fisso è la soluzione migliore per assicurarsi un’estate all’insegna del fresco e del piacere di stare in casa. Ma come si installa un condizionatore fisso e quanto costerà?

Vediamo nel dettaglio tutti questi aspetti.

Predisposizione del condizionatore

La predisposizione per l’aria condizionata prevede, di norma, l’installazione sottotraccia delle tubazioni di mandata e ritorno tra motore ed i vari splits e lo scarico condensa, anch’esso sottotraccia.

Il gas refrigerante al quale dobbiamo la freschezza del nostro appartamento verrà immesso in fase di montaggio e sarà necessario anche collegare i cavi elettrici.

Nella predisposizione dovrà essere considerata la scatola a parete per ciascuno splits. In questa box arriverà la coppia di tubi mandata-aspirazione, il corrugato dell’energia elettrica e lo scarico condensa sifonato.

La complessità dell’impianto richiede senza dubbio il ricorso ad un idraulico esperto e certificato che calcoli le zone di influenza, il numero e il posizionamento dei punti presa interni per gli split, che determini la loro potenza e le dimensioni delle tubazioni di collegamento. Tutto questo sarà necessario al fine di garantire una distribuzione dell’aria fresca che sia omogenea.

Fondamentale è poi l’allocazione della macchina esterna: la sua predisposizione prevede che sia riparato dagli agenti atmosferici. Non solo va protetta da pioggia e vento ma anche dall’eccessiva esposizione al sole.

Ciò detto è buona norma, e l’idraulico esperto non mancherà di sottolinearlo, che sia posto in modo da rendere agevole la manutenzione e che sia sufficientemente aerato.

È dall’esterno, infatti, che dovrà essere fatta partire una tubazione di scarico della condensa prodotta dalla macchina e dovuta allo scambio dell’aria fredda-calda del radiatore.

In alternativa, si potrà optare per i nebulizzatori che vengono installati sulla macchina esterna e che vaporizzano la condensa.

Il costo dell’installazione

Prima di effettuare ogni installazione è necessario e fondamentale effettuare un sopralluogo iniziale dell’idraulico che verifica proprio le condizioni della predisposizione necessaria.

Sarà sempre lui a preventivare gli allacciamenti necessari per poi procedere all’installazione. Seppure i costi siano variabili, si può dire che in linea di massima un idraulico installatore qualificato impiegherà 3-4 ore di lavoro, con un costo che si aggira intorno ai 200-300 euro.

Questo preventivo potrà lievitare in caso di climatizzatori dualsplit e trialsplit con predisposizione già esistente. La predisposizione, infatti, incide sul prezzo complessivo di circa 200,00 €.

Installazione fai da te o da centro specializzato

Esistono, poi, altre due opzioni che si possono prendere in considerazione:

  • l’installazione con kit fai da te
  • il ricorso al centro specializzato.

Nel primo caso dovrai acquistare il kit di installazione, che varia dai 30 ai 60 euro, e che contiene tubi flessibili in rame, attacchi universali, cavi elettrici multipolari, staffe e piastre di fissaggio degli split con le necessarie istruzioni.

Nel secondo caso, invece, ogni fase e ogni intervento sarà gestito da un centro specializzato che si occupa della vendita e dell’installazione dei climatizzatori.

Si tratta della cosiddetta formula tutto incluso che ti permetterà di risparmiare sul prezzo e di avere costi chiari da sostenere.

All’interno del centro è inoltre garantita l’assistenza in fase di installazione e in caso di successivi interventi. Per questa opzione è necessario mettere in cantiere più di 1.000,00 €, che possono arrivare anche a 2.000,00€ per un climatizzatore senza unità esterna.

NewsMark - contatore

Quando il contatore non funziona è bene assicurarsi che sia realmente rotto. Diversamente, le spese da sostenere potrebbero rivelarsi completamente inutili. Vediamo, quindi, come fare un check del contatore e come risolvere il problema.

Come verificare se il contatore funziona

Come abbiamo detto, il primo step è quello di verificare il corretto funzionamento del contatore. Per farlo sarà sufficiente effettuare delle verifiche attraverso alcuni passaggi. Stai attento se:

  • In casa non arriva più corrente
  • Non si accende il contatore
  • Sul contatore è segnalata un’anomalia
  • Non si attacca più l’interruttore

Se il segnale di anomalia non comporta l’interruzione della corrente non c’è da preoccuparsi. Si potrebbe trattare di un semplice disallineamento dell’orologio o di un problema nella telelettura.

Nell’ultimo caso potrebbe trattarsi di una manomissione del contatore o di un problema nella tua rete elettrica, ne è un esempio il corto circuito.

Cosa fare prima di chiamare un elettricista

Prima di contattare un elettricista è bene assicurarsi che l’interruttore del contatore abbia la leva in alto. Si esclude così la possibilità che la causa siano i troppi elettrodomestici collegati.

Poi, è necessario telefonare al gestore del servizio per verificare che non vi sia un guasto sulla linea. Escluse queste eventualità potrai metterti in contatto con un professionista, poiché l’intervento diventa di sua competenza.

Pronto intervento elettricista

In caso di cortocircuito o manomissione del contatore non è necessario chiamare il fornitore del servizio. Anzi, non va chiamato affatto. Il costo dell’intervento, infatti, verrebbe completamente addebitato a te.

Andrà, invece, contattato un elettricista. Sarà uno dei professionisti del pronto intervento elettricista Milano 24 ore a valutare che il tuo impianto elettrico non abbia problemi e che la causa non sia, ad esempio, la sospensione della fornitura elettrica per questioni di tipo amministrativo.

Il servizio di pronto intervento assicura la tempestività necessaria, poiché senza corrente è impossibile svolgere qualsiasi azione quotidiana.

Non solo, il vantaggio di questo tipo di assistenza sta nella reperibilità h24 e 7 giorni su 7. Uno degli eventi più nefasti è, infatti, avere il problema il 15 agosto, il 25 dicembre o di domenica. In questi casi trovare un elettricista disponibile è praticamente impossibile!

Sostituzione contatore guasto: a chi rivolgersi

Se l’intervento dell’elettricista dovesse rivelarsi vano potrebbe essere necessario sostituire il contatore guasto.

Per farlo bisogna rivolgersi al proprio fornitore attraverso il numero verde, via e-mail, o di persona. A questo punto il fornitore confermerà la richiesta di verifica ricevuta e la inoltrerà al servizio di distribuzione energia elettrica entro 2 giorni lavorativi.

Il distributore avrà come termine ultimo 15 giorni lavorativi per eseguire il cambio contatore. Diversamente, avrai diritto a un rimborso.

Ricorda che dopo un guasto dovrai fare richiesta di ripristino della fornitura ed il distributore avrà 3 ore di tempo per riattivarla.

Il cliente dovrà accertare i consumi segnati al momento della sostituzione in un verbale. Questo documento riporterà, inoltre, la percentuale di errore calcolata attraverso specifiche apparecchiature. Non dimenticare di farti lasciare una copia del verbale di verifica per contestare, eventualmente, una erronea ricostruzione del consumo.

Infine, per ridurre i consumi elettrici, scopri come scegliere le luci da interno.