NewsMark - faretti

Sei mai entrato in una casa che appare bellissima, molto grande e ariosa, ma alla quale manca qualcosa? Entrando sembra tutto perfetto ma ti rimane addosso una sensazione di incompleto e non confortevole. C’è qualcosa che manca, ma è difficile capire cosa sia. Te lo diciamo noi: è la luce.

Un ambiente poco illuminato o peggio, illuminato male, può trasformare il posto migliore in una grotta inospitale.

L’illuminazione degli interni di una casa, anche se spesso sottovalutata, è fondamentale per migliorare l’aspetto e la vivibilità di un appartamento. La giusta luce può cambiare radicalmente l’aspetto di una stanza, rendendola molto più accogliente e calda.

Come scegliere la soluzione giusta.

Scegliere la giusta luce per una stanza però non è mai semplice, ci sono tante variabili da valutare. Vediamole insieme:

  • la grandezza della stanza: più una stanza è piccola, più va illuminata. Preferibilmente vanno usate luci di tipo freddo che aiutano a far sembrare l’ambiente più grande. In quel caso, quindi, meglio utilizzare luci tendenti al bianco.
  • Eventuale presenza di finestre o altre fonti di luce esterna: è vero, la luce artificiale può essere di aiuto, ma spesso il troppo stroppia. Se un ambiente può usufruire della luce naturale grazie ad un balcone o ad una finestra, non serve utilizzare troppa illuminazione interna. Potrà bastare un semplice lampadario da utilizzare di sera, quando la luce se ne sarà andata.
  • L’uso a cui quella stanza è destinata. Sembra scontato ma non lo è, a decidere il tipo di illuminazione da utilizzare incide anche la funzione di quell’ambiente. Se, per esempio, si tratta di una camera da letto, non è consigliato utilizzare una luce troppo forte.

Luci da interno: scegli quella giusta e affidati ad un esperto elettricista.

Ma veniamo alla domanda più importante a cui cercheremo di rispondere dandoti qualche consiglio: come scegliere il tipo di illuminazione per una stanza?

Se vuoi consigli su come piazzare le luci e il lampadario in casa tua e ma hai troppi dubbi, ti consigliamo di affidarti all’intervento di un elettricista qualificato. Nessuno come lui sa suggerire le soluzioni migliori, tenendo anche conto di come sono posizionate le prese di corrente in casa. Non solo, studierà anche attentamente l’impianto elettrico al fine di creare una illuminazione sostenibile e garantirti un notevole risparmio sulla tua offerta luce di casa.

Luci da interno: le tipologie.

Eccoti qualche info in più sulle tipologie di illuminazione più utilizzate.

L’illuminazione da muro è perfetta per le zone più frequentate della casa, riesce a rendere un ambiente accogliente senza però risultare invasiva. Questo tipo di luce può essere realizzata utilizzando un applique o lampade piccole a parete. Per un effetto ancora più bello da vedere, potresti utilizzare delle strisce led da piazzare lungo il perimetro della stanza: la sensazione di confort è assicurata. Sarà poi l’elettricista esperto ad indicarti come procedere al meglio.

L’illuminazione da tavolo è una luce da utilizzare per i luoghi transitori come per esempio il corridoio, ma può essere anche utilizzata negli studi o negli angoli lettura del tuo salotto, per darti la possibilità di leggere senza disturbare troppo. Per realizzare dei piccoli angoli luminosi nel tuo appartamento, puoi utilizzare le classiche lampade da tavolo o quelle in stile lanterna, per un effetto luce soffusa. Se sei appassionato di design e non vuoi nulla di troppo banale, niente paura: ci sono lampade realizzate in ogni dettaglio, come fossero veri e propri complementi d’arredo.

L’illuminazione da sospensione è il classico lampadario. Un accessorio che pare banale ma aiuta tantissimo a dare carattere ad un ambiente. Ad essere importante però non è solo la forma o il design del lampadario o il tipo di luce che utilizza ma anche l’angolazione. Il punto dove viene posto il lampadario è fondamentale per l’aspetto della tua stanza. Ecco, quindi, che entra in gioco, ancora una volta, l’esperienza dell’elettricista.

Non sai a chi rivolgerti? Basterà una chiamata e il pronto intervento elettricista sarà a casa tua. I tecnici sono disponibili 7 giorni su 7, anche nei festivi!

 

 

NewsMark - piano cottura

La fuga di gas è uno degli episodi più rischiosi che possono verificarsi in ambito domestico. Sappiamo bene che le conseguenze potrebbero essere disastrose. L’unico modo per scongiurarle è adottare, sin da subito comportamenti corretti.

Se avverti un odore di gas, mantieni la calma, i comportamenti avventati possono infatti costituire un aggravante. È necessario rimanere lucidi e seguire alcune importanti indicazioni. Vediamo quali.

Cosa fare se sospetti una fuga di gas?

La prima cosa da fare se sospetti che in casa tua, o nel tuo ambiente di lavoro, si stia verificando una fuga di gas, è quella di arieggiare immediatamente i locali per disperdere i fumi.

Apri immediatamente le finestre di casa, soprattutto nell’ambiente in cui credi che possa essersi verificata, questo ti servirà a ridurre la presenza di gas in casa. L’altro gesto da compiere è quello di chiudere tutti i rubinetti del gas presenti in casa ed assicurarsi che i fornelli, ed altri dispositivi che possano produrre scintille, siano spenti completamente.

Per sciogliere ogni dubbio circa la presenza o meno di una perdita, portati subito verso il contatore del gas. A darti un parametro di riferimento circa la falla eventuale sarà il valore iniziale.

Dovrai annotartelo e controllare, dopo aver lasciato trascorrere un po’ di tempo, se si sia verificato o meno un consumo inconsueto di gas.

L’estrema decisione di chiamare i soccorsi va presa nel momento in cui l’odore di gas diventi molto forte. In questo caso va immediatamente contattato il 115 per richiedere l’intervento dei vigili del fuoco. I soccorritori sono infatti dotati di appositi strumenti atti a rilevare la perdita di gas e potranno mettere in sicurezza la tua abitazione.

Veniamo ora a quello che invece, non bisogna assolutamente fare. È proibito utilizzare una delle seguenti cose:

  • interruttori,
  • accendini,
  • candele.

Quello che infatti va scongiurato categoricamente è la produzione di una scintilla che innescherebbe, inevitabilmente, una esplosione.

Perdita di gas, posso fare qualcosa?

Ti consigliamo di agire in autonomia solo quando la fuga di gas non sia importante e questo è possibile capirlo dall’entità degli effluvi.

Soprattutto, è possibile intervenire direttamente solo se la falla è ravvisabile su una tubatura a vista come quella della cucina. Diversamente, sarà necessario contattare il pronto intervento idraulico a Milano.

Ecco cosa puoi fare per cercare di trovare l’origine della perdita:

  • Mescola acqua e sapone e applica la soluzione ottenuta sul tubo e le giunture, grazie ad un pennello. Sembra un metodo strano ma è estremamente efficace, Il punto in cui è presente la fuga di gas inizierà a creare delle bolle di sapone, esattamente come avviene quando le creiamo quando soffiamo.
  • Un altro metodo è quello di procurarsi uno spray cercafughe che può essere acquistato tranquillamente presso un ferramenta. Lo spray è da tenere sempre in casa, per stare più tranquilli: basterà applicarlo sulle tubature e sui giunti. Troverai la falla esattamente come nel primo caso: la lozione stesa si trasformerà in uno strato di pellicola e produrrà delle piccole bolle dove si trova la perdita.

Pronto intervento idraulico, la soluzione alla fuga di gas!

Non riesci ad individuare la fuga di gas? Temi che sia la caldaia a gas a non funzionare correttamente? Chiama un idraulico esperto e specializzato in perdite di gas. È preferibile contattare il servizio di pronto intervento idraulico in modo da intervenire tempestivamente.

Non temere di contattarli anche il sabato, la domenica o in altri giorni festivi. Sono sempre raggiungibile h24 e 7 giorni su 7 ed interverranno in meno di un’ora!

NewsMark - caldaia

Sei alle prese con una ristrutturazione o con una prima casa? Ripensare il proprio riscaldamento di casa e delle acque è un passaggio delicato, per farlo dobbiamo conoscere ogni aspetto di uno strumento fondamentale: la caldaia.

La caldaia è l’apparecchio che effettua il passaggio di calore, attraverso la combustione, in un impianto di riscaldamento. Sarà sempre la caldaia a distribuirlo opportunamente in tutti gli ambienti.

Esistono però in commercio diverse tipologie di caldaia. Orientarsi in questo fitto catalogo può sembrare difficile. Questa breve guida ti sarà utile quando contatterai una ditta specializzata nell’installazione di caldaie.

Tipi di caldaie in commercio.

Vediamo insieme un elenco delle tipologie di caldaie disponibili in commercio. Potrai scegliere, con l’aiuto di un esperto caldaista di riparazioni-idraulico-milano.it, il modello più adatto a te:

  • caldaie a pompa di calore
  • caldaie e impianto solare termico
  • caldaie a gas metano, gasolio, gpl
  • caldaie a biomassa
  • caldaie a legna
  • caldaie a pellet
  • caldaie a condensazione

Caldaie a pompa di calore.

Le caldaie a pompa di calore sono tra le più moderne ed efficienti tecnologie nel campo. Consentono un ottimo risparmio in bolletta e si possono trovare sia murali compatte, a pavimento, che con split esterno integrabili con impianti solari.

Le caldaie a pompa di calore funzionano utilizzando un fluido frigorigeno che, mediante cambiamenti di stato e cicli di compressione ed espansione, preleva il calore dell’aria e lo cede all’acqua sanitaria.

Caldaie a impianto solare termico.

Le caldaie integrate ai pannelli solari termici sono quelle collegate, attraverso un termoregolatore, all’ impianto solare termico. In questo senso è possibile collegare caldaie diverse: dalle tradizionali a quelle a condensazione o a pompa di calore.

Caldaie a gas metano, gasolio, GPL.

Le caldaie a gas possono essere, in genere, alimentate anche a metano, gasolio o GPL. Sono tra le più economiche e quelle a gas metano risultano anche le più diffuse. Il metano, infatti, è meglio distribuito sul territorio nazionale rispetto ad altri combustibili.

Il metano passa attraverso i condotti del gas in forma liquida, rigassificato dai rigassificatori e poi bruciato, in modo da generare calore.

Caldaie a Biomassa.

Le caldaie a biomassa funzionano attraverso la combustione della biomassa, ovvero trucioli di legno. La reperibilità a basso costo della materia prima le rende assai vantaggiose.

Di contro, con caldaie a biomassa è strettamente consigliabile disporre anche di un rilevatore di monossido di carbonio. Non tutta la biomassa, infatti, riesce ad essere bruciata e il gas prodotto può essere pericoloso. Si tratta dello stesso principio di funzionamento delle caldaie a pellet e a legna.

Caldaie a Condensazione.

Se cerchi una caldaia ad alta efficienza energetica, la tua scelta ricadrà molto probabilmente su una caldaia a condensazione. Si tratta di una apparecchiatura ad acqua calda nella quale avviene una condensazione del vapore acqueo dei fumi di scarico. Riuscirai così a recuperare il calore latente di condensazione migliorando l’efficienza energetica.

Tipi di caldaie, come scegliere?

Questo breve elenco di tipologie di caldaie ti serve per avere un’idea complessiva per il riscaldamento domestico e la produzione di acqua calda.

Per scegliere la tipologia più adatta alle tue esigenze è bene affidarsi ad un esperto idraulico caldaista o a ditte specializzate nell’installazione di caldaie. Sarà la loro professionalità ad assicurarti, infatti, la soluzione migliore per le tue esigenze, il tuo contesto abitativo e i tuoi consumi.

Le inferriate sono, senza dubbio, uno dei modi più sicuri per garantire l’inaccessibilità della proprietà privata. Attraverso questi utilissimi elementi in ferro è possibile, infatti, rafforzare la barriera che porte e finestre offrono verso l’esterno.

È possibile scegliere il modello fisso oppure apribile. Nel primo caso parliamo di grate inamovibili che non permettono l’affaccio alla finestra. Nel secondo caso, invece, vengono realizzate vere e proprie finestre apribili con chiavi, che permettono di affacciarsi o di uscire.

Il fabbro specializzato è in grado di offrire una consulenza in tal senso e di realizzarle ed installarle facilmente e in tempi brevi. L’installazione delle inferriate offre diverse opportunità ma anche qualche limite.

Inferriate in condominio: le limitazioni.

All’interno di un condominio è facile trovare, ai piani più bassi, finestre e balconi dotati di inferriate. La richiesta del condomino nasce infatti dall’esigenza di tutelare un’abitazione ritenuta facilmente accessibile.

L’approvazione degli altri condomini è essenziale per poter effettuare l’installazione di una grata, diversamente essi potranno ritenere la costruzione illegittima o lesiva del decoro architettonico. Il regolamento condominiale, infatti, nasce per sancire alcune regole fondamentali. Può contenere norme che intendano proprio tutelare il decoro architettonico del palazzo che, in questo senso, limitano la libertà di scelta degli abitanti del singolo appartamento.

Pensiamo ad esempio all’installazione di un particolare tipo di intonaco esterno o al montaggio di una tenda da sole. Si tratta di una serie di interventi che devono tenere conto del gusto del palazzo e anche del gusto degli altri condomini.

Le clausole vietano genericamente queste opere ed altre che possano modificare la struttura esterna dell’edificio, ma non impediscono a priori l’installazione di inferriate.

Queste, infatti, potranno essere montate dagli esperti di fabbroartigiano.com, solo se compatibili con l’assetto estetico del condominio.

Quando le inferriate sono vietate?

Diverso è il caso in cui norme di natura contrattuale, come quelle del regolamento del costruttore accettate da tutti i condomini, vietino espressamente l’installazione grate.

In questo caso il condomino non potrà derogare alla regola e dovrà scordarsi le sue belle grate. Nel regolamento potrebbero però esserci anche solo delle limitazioni:

  • conservazione degli elementi attinenti alla simmetria,
  • conservazione dell’estetica,
  • conservazione dell’aspetto generale.

Questa eventualità impone al condomino di consultare un fabbro che possa realizzare una inferriata secondo le indicazioni e i limiti posti dal regolamento, proprio come accade quando si sceglie di voler ridipingere gli infissi. Allo stesso modo, se approvate da tutti, non si possono discutere le clausole che subordinano il montaggio delle inferriate al consenso dell’assemblea.

Ciò vuol dire che, se le regole lo prevedono, l’installazione della grata può essere vietata se l’Assemblea dei condomini non esprime parare positivo.

Cosa dice la legge?

Ciò premesso, va detto che la giurisprudenza tende a considerare queste clausole “recessive” rispetto al predominante diritto alla sicurezza.

In ogni caso, ai sensi dell’art. 1122 c.c., il condomino deve sempre astenersi dalla realizzazione di opere lesive del decoro, della sicurezza e della stabilità dell’edificio. È inoltre obbligato a comunicarne la realizzazione all’amministratore che dovrà, poi, riferire all’assemblea.

Attenzione, infatti a non incorrere poi in richieste di rimozione. Se le inferriate vengono realizzate senza sentire l’amministratore e, di conseguenza, gli altri condomini, l’effetto sarà quello di ricevere una richiesta di rimozione coatta con relativi costi a carico.

In questo caso è bene attivarsi subito, contattando un pronto intervento fabbro disponibile 24h su 24 e 7 giorni su 7, anche nei festivi!

NewsMark finestra

Gli infissi in legno sono la scelta più elegante per la tua casa. La finitura in legno consente di donare un allure speciale alle abitazioni che ne aumenta il prestigio.

Per contro, il legno ha alcuni difetti che richiedono una manutenzione più attenta. La pioggia e l’umidità, infatti, trovano spazio nel rivestimento in legno, nelle porte e nel davanzale della finestra.

Se la manutenzione venisse a mancare questi elementi potrebbero presto marcire, rovinando l’estetica di tutto l’edificio.

Ecco perché è bene prendersi cura dei propri infissi in legno, anche ridipingendoli ove fosse necessario. Vediamo come procedere per farlo.

Ridipingere gli infissi, rimuovere le parti rovinate.

Scalpello e pennello saranno i tuoi strumenti per capire se esistono parti danneggiate e rimuoverle. Il materiale marcio va infatti eliminato. Con lo scalpello andranno raschiate le parti rovinate per far emergere le parti sane. Successivamente, userai il pennello per pulire le macerie.

Le parti rimosse andranno “sostituite” con un riempitivo per legno che andrà correttamente applicato e ti occorrerà di nuovo il pennello per rispolverare eventuali detriti. Prima andrà applicato un consolidante epossidico per legno per coprire i fori che hai praticato. Dopo 5 – 10 minuti l’infisso avrà assorbito la resina e si potrà procedere all’applicazione del secondo strato.

Preparare e dipingere il telaio.

Al fine di procedere alla ritinteggiatura degli infissi in legno è bene carteggiare con una carta vetrata a grana grossa, anche al fine di livellare la resina epossidica indurita. Solo dopo, potrai usare una carta vetrata a grana fine per creare una superficie più liscia, da pulire con un panno.

Nella scelta della vernice è bene affidarsi ad un esperto fabbro che possa suggerire la migliore pittura esterna per il telaio e per effettuare da solo il lavoro puoi trovare tutti i necessari articoli tecnici su Precmar.com.

Sarà proprio la vernice esterna, infatti, a proteggere il legno e lo stucco dagli agenti esterni. Prima di iniziare a dipingere, applica il nastro carta intorno al telaio per non macchiare il vetro. Ora puoi iniziare a pitturare la cornice assicurandoti di avere le setole ben pulite.

Attenzione alla scelta del colore! Se è vero che si può cambiare il colore degli infissi è vero anche che chi vive in un contesto condominiale ha dei limiti da rispettare. Prima di qualsiasi intervento, infatti, è necessario consultare il regolamento di condominio in vigore.

Il colore degli infissi, infatti, è definito dalla maggioranza dei condomini al fine di mantenere un’estetica coerente. La stessa cosa vale per facciate e persiane. Si tratta di un aspetto non da poco, se si considera che, in caso di verniciatura non conforme al regolamento, un giudice potrebbe disporre lo smantellamento degli infissi.

Nel dubbio, affidati ad un esperto.

I professionisti per la riparazione degli infissi, come per l’installazione di inferriate, sono i fabbri. Questa figura professionale cura tutte le parti dei serramenti, dalle cerniere alle maniglie. Si occupa della manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi mantenendoli sempre come nuovi.

Puoi rivolgerti ad un fabbro esperto o ad un pronto intervento fabbro, disponibile h24 e 7 giorni su 7, per compiere tutte le azioni che ti abbiamo descritto in questo articolo. Avrai così un lavoro realizzato ad opera d’arte senza rischiare danni da fai da te!

NewsMark - tariffe luce

Sono anni che vai avanti sempre con lo stesso contratto di energia elettrica, ora però non lo trovi più conveniente, ti sembra di spendere troppo, nonostante stai sempre attento. Scegliere tra una miriade di offerte non è semplice, è per questo motivo che ti forniremo dei suggerimenti, guidandoti nella scelta più adatta a te.

Lo sviluppo del mercato libero ha dato ai clienti la possibilità di poter scegliere liberamente il proprio fornitore di energia elettrica, e di poterlo sempre cambiare in futuro.

Quando ti accingi a valutare una offerta luce, considera che non tutte le tariffe sono riferite a tutte le categorie di contratto, per esempio:

  • Può capitare che nel momento in cui decidi di voler cambiare fornitore, dopo aver visto pubblicità con diverse offerte, ti rendi conto che esse sono riservate solo ai nuovi clienti che stanno attivando la fornitura per la prima volta.
  • Viceversa, se vuoi attivare per la prima volta una nuova fornitura può invece accadere che alcune offerte che ti sembrano vantaggiose, siano riservate solo ai vecchi clienti.

Scegliere un nuovo fornitore? Ecco i fattori che devi considerare.

I consumi annui e il prezzo delle tariffe.

Il primo fattore da considerare è quanto consumi in un anno, per verificarlo basta controllare la bolletta e verificare il consumo annuo espresso in KWh. Invece, per scegliere la migliore tariffa il prezzo è l’elemento fondamentale. Il prezzo dell’energia elettrica è formato da: quota fissa, uguale per tutti i fornitori, che non dipende dal tuo consumo, ma è dovuta semplicemente al fatto che sei collegato alla rete elettrica, ed è stabilita dall’ARERA, e la componente energia. Quest’ultima, a sua volta, comprende:

  • il prezzo dell’energia, cioè il costo dell’energia consumata dal cliente,
  • il dispacciamento ovvero, le spese riguardanti la distribuzione e la gestione di energia su tutto il territorio nazionale,
  • la componente di perequazione valida solo per i clienti del servizio di maggiore tutela (è un servizio previsto nel mercato energetico italiano, che assicura al consumatore l’erogazione di energia elettrica alle condizioni contrattuali ed economiche stabilite dall’ARERA).
  • gli oneri di sistema. Tra le voci troviamo: gli incentivi per la produzione da fonti rinnovabili, la ricerca di sistema, le agevolazioni per il settore ferroviario, l’attività di ricerca, gli oneri nucleari per lo smantellamento delle centrali nucleari, la promozione dell’efficienza energetica, i finanziamenti dei bonus sociali per i clienti domestici, i finanziamenti per le piccole aziende elettriche che esercitano sulle isole minori.
  • le imposte e oneri per il trasporto e la gestione del contatore elettrico.

Le categorie delle tariffe luce.

Un altro aspetto importante nella tua valutazione è la divisione per categorie delle tariffe luce, che possono essere:

  • A prezzo fisso, il costo della materia prima resta immutato per tutta la durata del contratto che deve essere di minimo 12 mesi, alla scadenza di esso il fornitore ti proporrà una nuova offerta luce.
  • A prezzo indicizzato, che varia al variare del prezzo dell’energia sul mercato, è vero che quando esso scende, scendono anche i costi, viceversa, quando aumenta, aumentano anche i costi.
  • A soglia, dove si stabilisce un prezzo fisso, e si permette il consumo di una certa quantità di energia in un determinato periodo di tempo. In questo caso però potrai subire degli aumenti qualora dovessi consumare più KW rispetto a quelli stabiliti nel contratto. Se dovesse accadere ciò l’offerta non è più vantaggiosa.

Le fasce orarie di utilizzo dell’energia elettrica.

Il costo dell’energia varia a seconda delle fasce orarie. Infatti, con l’avvio del mercato libero si è arrivati alla divisione dei periodi del giorno in fasce orarie di utilizzo. Da qui lo sviluppo di tariffe monorarie e tariffe biorarie.

Con le tariffe monorarie, il costo dell’energia è costante indipendentemente dall’orario e dal giorno. Non essendoci vincoli di orario o di giorni, l’utente può utilizzare gli elettrodomestici che assorbono più energia in qualsiasi momento della giornata o giorno della settimana.

Con le tariffe biorarie, il costo dell’energia varia in base al giorno della settimana e all’orario. Le fasce orarie sono qui divise in:

  • F1, questa fascia oraria va dalle 8 alle 19, dal lunedì al venerdì, ed è la fascia più costosa.
  • F2, questa fascia si sviluppa su ore intermedie dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 8, e dalle 19 alle 23.
  • F3, questa fascia si sviluppa dal lunedì al sabato dalle 23 alle 7, più domenica e giorni festivi 24h su 24.

Quale tariffa scelgo? Monoraria o bioraria?

Per effettuare questa scelta devi semplicemente pensare alle tue abitudini, se sei spesso a casa, e utilizzi gli elettrodomestici in qualsiasi momento, oppure non essendo spesso a casa utilizzi la corrente solo in determinati orari.

Se la tua famiglia sta spesso a casa, ti consigliamo di attivare la tariffa monoraria, così potrai utilizzare la lavatrice o il ferro da stiro liberamente, o qualsiasi altro elettrodomestico senza dover pensare all’orario o al giorno della settimana. Contrariamente se lavorando stai quasi tutto il giorno fuori casa e quindi utilizzi l’energia soprattutto di sera, o il fine settimana, ti consigliamo di attivare una tariffa bioraria.

 In ogni caso è bene sottolineare che queste tariffe variano in base all’offerta che scegli e in base alla quantità di energia elettrica che consumi e a come è distribuita nell’arco della giornata.

Una scelta green per l’energia elettrica.

Se sei un amante della tutela per l’ambiente, ma non riesci ad installare un impianto fotovoltaico, ti consigliamo di optare per una tariffa green, che ti consente di utilizzare energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili senza dover modificare gli impianti, contribuisci così in questo modo alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica nel pianeta.

Per scegliere l’offerta luce giusta per te, affidati ad esperti del settore, che sapranno consigliarti quella più adatta alle tue esigenze.

Newsmark - doccia

È da tanto che ci stai pensando, ma non hai mai avuto il coraggio di farlo: il tuo bagno va assolutamente cambiato. È troppo tempo che abiti in quella casa e ormai i sanitari sembrano essere provati dal tempo. Magari la vasca ha perso un po’ di smalto, o semplicemente ti sei stancato di vederla.

Se stai pensando di passare alla doccia, ti diamo qualche dritta per fare la scelta giusta!

Cambiare il bagno di casa: i fattori da valutare.

Cambiare il proprio bagno in realtà è un’operazione lunga e abbastanza complicata. Ci sono tantissime valutazioni da fare e variabili di cui tener conto, come per esempio:

  • Posizione dei tubi: in base a dove sono i tubi si devono posizionare ovviamente i sanitari, quindi cambiare la disposizione del bagno risulterà più complicato del previsto. Se però hai intenzione di rivoluzionare completamente la disposizione, è bene rivolgersi al pronto intervento idraulico Milano, che sicuramente saprà consigliarti la soluzione migliore senza fare danni.
  • Spazio: avere un bagno enorme è il sogno di molti. C’è chi vorrebbe una spa personale dove andare a rifugiarsi quando la vita di tutti i giorni diventa troppo pesante, ma non tutti possono permetterselo: in alcune abitazioni lo spazio dedicato al bagno è davvero piccolo, quindi, bisogna accontentarsi.

Scegliere la doccia giusta, sentiamo un idraulico.

Un modo per ottimizzare gli spazi è sicuramente quello di optare per l’installazione della doccia: pratica, veloce e non troppo voluminosa.  Il termine doccia, però, è troppo generico: se non sei tanto entusiasta di installare una doccia perché temi che sia una scelta troppo banale che potrebbe peggiorare l’aspetto del tuo bagno, non temere. Con il tempo, il concetto di doccia si è evoluto, fino a differenziarsi da quello basico fatto semplicemente di un piatto e di un rubinetto. Oggi le docce sono oggetti di design capaci di donare stile e allo stesso tempo praticità ad un ambiente piccolo o per dare un aspetto più moderno nella ristrutturazione della casa vacanze. Ecco qualche esempio:

  1. Piatto doccia filo pavimento: una scelta elegante e pratica. Questa soluzione è inoltre la più indicata se in casa ci sono persone anziane o a mobilità ridotta: nessun gradino potrà impedire loro di godersi una doccia rigenerante. Un consiglio: per evitare un gocciolio troppo forte che bagni anche l’area intorno alla doccia, valuta bene la pendenza del pavimento. Per evitare errori grossolani, è sempre meglio rivolgersi a un idraulico professionista.
  2. Doccia con tenda: una soluzione che può sembrare un po’ spartana ma è perfetta soprattutto per chi ha un bagno molto piccolo. Se non hai lo spazio per piazzare intorno alla tua doccia una cabina in vetro o in plexiglass, la tenda è la soluzione migliore. Se prima si utilizzavano tende in plastica dallo stile spesso un po’ kitch, ora ne esistono di materiali più leggeri e impermeabili disponibili in ogni fantasia, per dare al tuo bagno un tocco di stile.
  3. Doccia spa: lo abbiamo detto all’inizio, avere una spa è il sogno di molti. La tecnologia odierna ci permette finalmente di realizzarlo dando la possibilità di installare docce comprensive di trattamenti sauna e giochi di luce. Per poterle installare devono però sussistere determinate condizioni di spazio e disposizione.

Se leggere questo articolo ti ha convinto e vuoi davvero cambiare il bagno ma non sai quale doccia sia adatta al tuo appartamento, affidati agli esperti. Con la consulenza di idraulico professionista avrai la possibilità di farti guidare nella scelta. Un tecnico farà un sopralluogo a casa tua e valuterà la fattibilità delle diverse opzioni. Basta una telefonata!

NewsMark - termosifone

Per stare bene in casa con qualsiasi temperatura fuori, il riscaldamento deve essere ottimale ed assicurare una temperatura gradevole.

La spesa annuale per questo tipo di comfort è una delle più pesanti nel budget familiare, soprattutto nelle zone più fredde. Per questo scegliere con attenzione il tipo di impianto è fondamentale.

Per un appartamento possiamo avere due sistemi di riscaldamento: centralizzato o autonomo. Vediamone differenze e vantaggi così da poterci orientare bene nella scelta di quello più adatto alle nostre esigenze.

La differenza tra impianto di riscaldamento autonomo e centralizzato

Nella scelta del tipo di impianto affidiamoci a professionisti esperti in grado non solo di installarlo ma anche di effettuare, se necessario, il servizio di assistenza come riparazioni-idraulico-milano.it. Torniamo a noi, l’impianto autonomo è costituito da una sola caldaia collegata ad una rete di distribuzione che serve una sola abitazione.

Diversamente, l’impianto centralizzato ha una caldaia in comune con tutti gli appartamenti che si trovano nello stesso condominio.

La prima tipologia di impianto è ad uso privato ed è gestito, quindi, in maniera assolutamente indipendente da chi vive in quella casa. Si potrà optare per una caldaia a metano o a GPL ma anche per riscaldamenti connessi a caminetti o stufe a legna e pellet.

Nell’impianto centralizzato, invece, troviamo una caldaia di dimensioni maggiori, proprio perché deve far fronte ad una maggiore richiesta di energia. Questa viene messa in collegamento con le singole abitazioni attraverso un sistema di tubazioni.

Vantaggi e svantaggi.

Il vantaggio principale del riscaldamento autonomo è la possibilità di regolare la temperatura in base alle proprie esigenze.

Ogni appartamento sarà infatti dotato di un pannello di controllo dei termosifoni, in cui potrà digitare i gradi desiderati, un timer per farli partire, spegnerli o accenderli. Poter gestire tutti gli aspetti del proprio impianto è una comodità non da poco.

L’impianto autonomo, però, è più vantaggioso se serve un’unica unità abitativa o piccoli edifici. Al contrario, il riscaldamento centralizzato apparirà come la soluzione più conveniente: consuma meno combustibile e risulterà più sostenibile anche il costo legato alla manutenzione.

Tra l’altro la legge vieta l’installazione degli impianti autonomi in immobili di nuova costruzione con più di quattro abitazioni.

Se vuoi sapere quanto ti convenga passare al centralizzato, possiamo dirti che il vantaggio maggiore è il rendimento. La caldaia unica è meno potente della somma di tutte le caldaie dei diversi appartamenti, questo permette un consumo del metano minore ma anche una efficienza energetica superiore.

Di contro, lo svantaggio principale è la perdita di autonomia che va di pari passo con il mancato controllo della propria spesa del gas che non è tarata sui singoli consumi. Questo aspetto può comunque essere contenuto attraverso l’installazione delle valvole.

La valvola consente di modulare il calore direttamente dal termosifone, stanza per stanza e a seconda delle diverse esigenze. I ripartitori poi registreranno la propria quota di consumi, fornendo un’idea chiara dei costi da sostenere.

Si può passare da un impianto centralizzato ad uno autonomo?

È possibile staccarsi da un impianto centralizzato solo contattando un idraulico abilitato che avrà il compito di fare un sopralluogo all’impianto. È in base a questa analisi che sarà possibile determinare se il distacco è fattibile, oppure in alternativa potresti decidere di valutare l’installazione di condizionatori fissi.

Va, infatti, considerato che oltre al proprio contatore il condomino dovrà anche dotarsi di una propria canna fumaria. In ogni caso, il distacco è possibile solo se l’operazione non comporta scompensi al sistema di riscaldamento complessivo o una spesa troppo onerosa per il condominio.

NewsMark - deumidificatore

“Il problema non è il caldo, il problema è l’umidità”. Avrai sentito un milione di volte questa frase. È sempre lì, immancabile al primo accenno di caldo estivo.

Talmente diffusa da essere diventata quasi una leggenda metropolitana, questa frase nasconde però un fondo di verità scientifica: il caldo secco è sicuramente più tollerabile, ad aumentare la temperatura percepita è sicuramente l’umidità.

In estate, quindi, il climatizzatore non basta. Perché? Te lo spiego subito: anche se credi sia così, raffreddare l’aria all’interno non ti salverà dall’afa.

Anche se con un impianto di climatizzazione funzionante l’aria di casa tua risulterà più fredda, l’umidità verrà solamente spostata più in alto e non eliminata. Se vuoi una prova della presenza di umidità nel tuo appartamento, basta togliere una bottiglietta dal frigo e lasciarla fuori per qualche minuto: se osservandola, noti che sulla bottiglia cii sono delle goccioline d’acqua, allora ho una brutta notizia per te: casa tua è umida.

Deumidificatore, cos’è?

Come rimediare? Semplice, per eliminare l’umidità da casa tua basterà installare un sistema di deumidificazione. Di cosa parliamo? Il sistema di deumidificazione è un apparecchio che permette il riciclo dell’aria.

Attraverso un tubo, l’aria viene prelevata dall’ambiente e ripulita da tutta l’umidità presente per poi essere espulsa sotto forma di aria più secca e meno umida. Non solo, il deumidificatore è in grado anche di purificare l’aria da particelle ed agenti esterni, quindi è utilissimo per chi vuole respirare aria più pulita.

Come funziona un deumidificatore?

Vediamo insieme come funziona un deumidificare e quali sono i suoi componenti più nel dettaglio:

  • presa d’aria esterna: preleva l’aria e la introduce nella macchina
  • canalizzazione: trasporta l’aria prelevata al deumidificatore. Il compito del deumidificatore è quello di abbassare la temperatura dell’aria prelevata prima di espellerla, in modo che il processo di condensazione (quello che fa formare le goccioline intorno alla bottiglietta d’acqua) avvenga direttamente all’interno della macchina.

Successivamente, le condotte trasportano l’aria ricca di ossigeno e priva di umidità, quindi finalmente fresca, lungo tutte le aree della casa.

Se cerchi un modo per rendere l’aria di casa tua più respirabile e meno inquinata, il deumidificatore è la scelta perfetta per te. Quest’apparecchio permette il riciclo continuo dell’aria, facendo in modo che questa non ristagni. In questo modo, a casa tua non ci sarà mai la sensazione di chiuso e afa.

Pulire l’aria con un deumidificatore, ti darà la possibilità di beneficiare degli stessi vantaggi di un condizionatore (ricambio dell’aria continuo) senza però subire le conseguenze tipiche dell’utilizzo di un semplice climatizzatore. In pratica, niente più raffreddamenti e bruschi sbalzi di temperatura.

Scegli il deumidificatore giusto, con il pronto intervento elettricista.

Se leggere questo articolo ti ha convinto a comprare un deumidificatore, non ti resta che trovare quello giusto per le tue esigenze. Per una scelta senza errori, il nostro consiglio è quello di rivolgerti ad un idraulico o un elettricista esperto, che dopo un’attenta valutazione, saprà consigliarti il sistema perfetto per te.

Non sai a chi rivolgerti? Prova con il pronto intervento idraulico. I tecnici sono disponibili h 24, 7 giorni su 7 e per contattarli basta una telefonata!

NewsMark - condizionatore

Quando l’estate si avvicina il pensiero che comincia ad attanagliarci è il caldo asfissiante che potremmo soffrire in casa.

Il condizionatore fisso è la soluzione migliore per assicurarsi un’estate all’insegna del fresco e del piacere di stare in casa. Ma come si installa un condizionatore fisso e quanto costerà?

Vediamo nel dettaglio tutti questi aspetti.

Predisposizione del condizionatore.

La predisposizione per l’aria condizionata prevede, di norma, l’installazione sottotraccia delle tubazioni di mandata e ritorno tra motore ed i vari splits e lo scarico condensa, anch’esso sottotraccia.

Il gas refrigerante al quale dobbiamo la freschezza del nostro appartamento verrà immesso in fase di montaggio e sarà necessario anche collegare i cavi elettrici.

Nella predisposizione dovrà essere considerata la scatola a parete per ciascuno splits. In questa box arriverà la coppia di tubi mandata-aspirazione, il corrugato dell’energia elettrica e lo scarico condensa sifonato.

La complessità dell’impianto richiede senza dubbio il ricorso ad un pronto intervento idraulico Milano esperto e certificato che calcoli le zone di influenza, il numero e il posizionamento dei punti presa interni per gli split, che determini la loro potenza e le dimensioni delle tubazioni di collegamento. Tutto questo sarà necessario al fine di garantire una distribuzione dell’aria fresca che sia omogenea.

Fondamentale è poi l’allocazione della macchina esterna: la sua predisposizione prevede che sia riparato dagli agenti atmosferici. Non solo va protetta da pioggia e vento ma anche dall’eccessiva esposizione al sole.

Ciò detto è buona norma, e l’idraulico esperto non mancherà di sottolinearlo, che sia posto in modo da rendere agevole la manutenzione e che sia sufficientemente aerato.

È dall’esterno, infatti, che dovrà essere fatta partire una tubazione di scarico della condensa prodotta dalla macchina e dovuta allo scambio dell’aria fredda-calda del radiatore.

In alternativa, si potrà optare per i nebulizzatori che vengono installati sulla macchina esterna e che vaporizzano la condensa.

Il costo dell’installazione.

Prima di effettuare l’installazione di un climatizzatore è necessario e fondamentale effettuare un sopralluogo iniziale dell’idraulico che verifica proprio le condizioni della predisposizione necessaria.

Sarà sempre lui a preventivare gli allacciamenti necessari per poi procedere all’installazione. Seppure i costi siano variabili, si può dire che in linea di massima un idraulico installatore qualificato impiegherà 3-4 ore di lavoro, con un costo che si aggira intorno ai 200-300 euro.

Questo preventivo potrà lievitare in caso di climatizzatori dualsplit e trialsplit con predisposizione già esistente. La predisposizione, infatti, incide sul prezzo complessivo di circa 200,00 €.

Installazione fai da te o da centro specializzato.

Esistono, poi, altre due opzioni che si possono prendere in considerazione:

  • l’installazione con kit fai da te
  • il ricorso al centro specializzato.

Nel primo caso dovrai acquistare il kit di installazione, che varia dai 30 ai 60 euro, e che contiene tubi flessibili in rame, attacchi universali, cavi elettrici multipolari, staffe e piastre di fissaggio degli split con le necessarie istruzioni.

Nel secondo caso, invece, ogni fase e ogni intervento sarà gestito da un centro specializzato che si occupa della vendita e dell’installazione dei climatizzatori.

Si tratta della cosiddetta formula tutto incluso che ti permetterà di risparmiare sul prezzo e di avere costi chiari da sostenere.

All’interno del centro è inoltre garantita l’assistenza in fase di installazione e in caso di successivi interventi. Per questa opzione è necessario mettere in cantiere più di 1.000,00 €, che possono arrivare anche a 2.000,00€ per un climatizzatore senza unità esterna.

Scegli il climatizzatore più adatto alla metratura dell’ambiente da climatizzare. Rinfresca la tua casa e migliora il riciclo dell’aria procedendo anche all’installazione di un deumidificatore.